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Carpocrate
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Carpocrate (in greco: Καρποκράτης, Karpokrates; Alessandria d'Egitto, I secolo d.C. – Cefalonia, 138) è stato un filosofo e predicatore egizio di lingua greca, vissuto sotto l'Impero romano, fondatore di una scuola di ispirazione gnostica cristiana antinomista, i carpocraziani, caratterizzati da un'etica "libertina" ed edonista.
Secondo gli antinomiani, corrente gnostica minore, di cui il carpocratismo rappresenta un'estremizzazione, l'ascetismo degli altri gruppi gnostici e del cristianesimo deve essere rifiutato: poiché il Dio degli ebrei e dei cristiani (Yahweh, per gli gnostici un dio minore nonché il crudele Demiurgo Yaldabaoth, creatore della materia), impose una legge morale nel Vecchio Testamento, l'opposizione a lui (specialmente in materia sessuale e politica) era un dovere e la violazione della sua legge un'obbligazione solenne, per fare sì che l'anima si liberi dal mondo fisico e raggiunga il vero Dio nel pleroma.
Contents
• Dottrina
• Note
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Biografia
Discepolo del mwbgdocetista mwbwCerinto, della sua vita si conoscono pochi particolari: predicò, ad Alessandria, una dottrina che univa i fondamenti mwcaplatonici al verbo di mwcqCristo durante il regno dell'mwcgimperatore mwcwAdriano, fondò una sua scuola gnostica (carpocraziana) ed ebbe un figlio, Epifane o Epifanio che gli succedette. Queste poche notizie possono essere trovate in una lettera attribuita allo stesso Epifane ed in uno scritto di mwdaIreneo di Lione. mwdqTertulliano definì Carpocrate "mago e fornicatore".cite-ref-1[1] Si sa, inoltre, che Carpocrate non si trasferì mai a mwegRoma, anche se, in seguito, vi si stabilì una comunità di carpocraziani. Carpocrate sarebbe morto a mwewCefalonia, isola dell'mwfaEpiro, lo stesso anno in cui morì Adriano.
Secondo una interessante teoria, Carpocrate non è un nome proprio di persona, ma un titolo. Infatti esisteva una divinità greca chiamata mwfgmwfwHarpocrates che presiedeva ai misteri ed ai riti. Carpocrate, per assonanza quindi, poteva essere il titolo del capo carismatico della mwgasetta gnostica dei carpocraziani.
Epifane (figlio)
Le poche notizie sulla sua vita ci sono state tramandate da mwgwClemente Alessandrino. Sembra che fosse figlio di Carpocrate e di Alessandria, alessandrino per parte di padre, cefallenio per parte di madre.cite-ref-2[2]
Secondo alcuni studiosi, Epifane morì a Sami di mwiqCefalonia, all'età di 17 anni, a causa dei suoi vizi. Altri studiosi moderni, invece, sostengono che in realtà Epifane non sia mai esistito, ma che sia stato un mito creato dai carpocraziani, che in suo onore avevano fatto erigere un mwigtempio sull'mwiwisola di Samo.cite-ref-3[3] mwkaSan Giustino,cite-ref-4[4] Ireneocite-ref-5[5] ed mwmqEusebio di Cesareacite-ref-6[6] proclamarono che "la reputazione di questi uomini portò l'infamia sull'intera razza Cristiana".
Dottrina
La dottrina carpocraziana si basa su tre punti fondamentali, derivati dalla teologia gnostica ma integrati con aggiunte originali:
• il mondo non è frutto della volontà del Padre ingenerato e sconosciuto (l'mwogUno), ma di potenze inferiori, mwowdemoni, nella dottrina gnostica chiamati mwpaarconti e derivanti dal mwpqdemiurgo, creatore della materia, figlio dell'mwpgeone mwpwSophia (da lei generato per errore) che gli mwqaofiti ad esempio vedevano rappresentata nel mwqqserpente biblico del mwqgGiardino dell'Eden, svolgente funzione positiva (non identificato col male come il mwqwLucifero descritto delle mwrareligioni abramitiche) in quanto opposto al demiurgo mwrqYahweh/mwrgYaldabaoth e inviato per liberare gli uomini da esso; più che a ofiti e mwrwcainiti, però, i carpocraziani erano vicini alla scuola mwsaantinomita del mwsqnicolaismo (la setta dei nicolaiti, che professava questo credo, esisteva fin dai tempi degli Apostoli; il loro principio, secondo mwsgOrigene era "mwswparachresthai te sarki", cioè "bisogna abusare del proprio corpo"); il demiurgo e questi arconti, accoppiandosi tra di loro, hanno quindi generato il mondo sensibile cercando di copiare quello divino. Dai loro accoppiamenti sono nati anche i corpi degli uomini, usati come prigioni per le loro mwtaanime;
• mwtgGesù era effettivamente il figlio di mwtwGiuseppe e mwuaMaria, ma, grazie alle virtù della sua anima ferma e pura che era dotata della reminiscenza delle cose viste durante il soggiorno presso il Padre (che non è il crudele demiurgo dell'mwuqAntico Testamento, come esplicitato nei mwugvangeli gnostici, ad esempio nel mwuwVangelo di Giuda), gli furono mwvaconcessi dei poteri particolari, gli stessi poteri che furono conferiti agli mwvqapostoli durante la mwvgPentecoste con la discesa dello mwvwSpirito Santo (in altre scuole gnostiche egli è l'eone mwwaCristo, controparte di Sophia). Egli, inoltre, conosceva il segreto per sfuggire alla prigione terrena: disprezzare le leggi della società, ponendo fine così alla tirannia delle inibizioni. Il mwwqDecalogo (anche quando pare predicare il bene) è opera del demiurgo, quindi non va seguito per buona parte;
• ogni uomo, attraverso la mwwwmetempsicosi, tramutando ogni accadimento in esperienza, ha la possibilità di essere investito degli stessi poteri di Gesù. Una volta raggiunto tale stadio, l'anima si può liberare dal giogo delle rinascite, e risalire i sette cieli dominati dai demoni che crearono il mondo per poi giungere fino al Padre.
Perciò, le anime, per poter uscire dal ciclo della mwxqreincarnazione, dovevano soltanto accettare passivamente i desideri. In conseguenza di ciò i carpocraziani predicavano il mwxglibertinaggio, il rifiuto del mwxwmatrimonio, l'abolizione delle mwyacaste sociali e la comunione dei beni, e si dedicavano alle mwyqarti magiche ed alla preparazione di filtri d'amore. Alcune anime, particolarmente potenti, potevano uscire dal ciclo nel corso di una sola vita. Questo comportamento scandalizzò sia molti maestri gnostici di altre scuole sia i mwygcristiani, che combatterono furiosamente questa setta fino a farla completamente scomparire nel IV secolo, dopo averne distrutto quasi tutti i documenti scritti.
Tuttavia, queste notizie sono forse da ricollegare alla setta piuttosto che al suo fondatore, di cui i riferimenti gnostici non sono ancora chiari. Probabilmente vi fu su di lui e sugli antinomiti un'influenza del mwzapaganesimo (es. mwzqmisteri dionisiaci) più che del mwzgcristianesimo delle origini, della mwzwmagia sessualecite-ref-7[7] mwbaegizia e del mwbqpitagorismo, unita ad un'etica mwbgepicurea o mwbwcirenaica giustificata però spiritualmente con i principi gnostico-cristiani delle sette coeve, da Carpocrate fusi con le proprie idee.
Clemente Alessandrino, oltre a pochi cenni biografici, riporta anche alcuni passi dell'opera di Epifane, mwcqDella Giustizia. In questa il figlio di Carpocrate, ricollegandosi all'antica contrapposizione d'origine pagana tra Natura e Legge, vedeva nelle leggi umane (mwcgLegge Mosaica), che sanciscono il diritto di proprietà, una grave trasgressione delle leggi divine, fondate sulla comunanza di ogni bene, anche delle donne: «mwcwla donna ha congiunto con l'uomo e ugualmente accoppiato tutti gli animali e così ha manifestato la giustizia come comunanza con uguaglianza. Ma coloro che erano nati grazie a questo principio hanno rifiutato la comunanza che produce la loro nascita e dicono: "Chi ha preso una donna se la conservi, mentre tutti potrebbero averle in comune, come fanno vedere gli altri animali"». In una sua lettera, inoltre, scrisse che Dio aveva voluto scherzare (in questo caso la matrice gnostica è poco evidente), stabilendo il comandamento di non desiderare la donna o la roba altrui: se era stato Dio a creare il desiderio sessuale, il suo vero messaggio, secondo Epifane, era di spartire tutto con tutti, ovvero il libertinaggio più spinto. Il testo di Clemente, piuttosto generico, non presenta comunque chiari riferimenti a concezioni gnostiche, anzi si parla con chiarezza di un mwdaDio sommo creatore del mondo, quando invece nella mwdqgnosi la creazione del mondo materiale è attribuita a un Dio inferiore.
Carpocraziani
La gnosi dei Carpocraziani fu diffusa a mweaRoma, al tempo di mweqpapa Aniceto da una tal Marcellina. mwegIreneo in mwewmwfaAdversus haereses, oltre a varie notizie su pratiche magiche, fornisce una breve descrizione etica dei principi morali della setta: legati solo dalle esigenze di fede e amore, considerando ogni altro sentimento indifferente alla mwfqRedenzione dell'anima e anzi reputando essenziale il commettere tutti i peccati, «in relazione alla mwfgtrasmigrazione delle anime nei corpi essi affermano che le anime in ogni vita debbono provare ogni esperienza», in modo da esaurire tutti i peccati e liberarsi dal corpo materiale, proponendo come esempio da seguire il mwfwCristo, ritenuto un semplice uomo vivificato da una potenza divina che gli ha permesso di risalire nel mondo divino. A questa visione etica corrisponde una complessa mwgacosmologia fondata su mwgqarconti (mwggangeli) creatori del mondo.
La scuola carpocraziana scomparve ancora prima dello gnosticismo maggioritario, di natura più ascetica, ma componenti edoniste ritorneranno nel cristianesimo eretico successivo (mwhalibertini eruditi spirituali seguaci di mwhqGioacchino da Fiore, mwhgdolciniani, mwhwWilliam Blake).
Note
cite-note-11. ↑ Tertulliano, mwjgDe anima, 35
cite-note-22. ↑ Clemente, mwkgStromati, III 5
cite-note-33. ↑ mwlgmwlwmwmaEpifane (o Epifanio) (II secolo), su mwmqeresie.com.
cite-note-44. ↑ Apol., I, xxvi
cite-note-55. ↑ Contro le eresie, xxv 3
cite-note-66. ↑ Storia ecclesiastica, IV, vii
cite-note-77. ↑ Horst E. Miers: Lexikon des Geheimwissens. Goldmann Verlag, München 1993, ISBN 3-442-12179-5. S. 569-570
Bibliografia
• mwqgClemente, mwqwStromati, III,ii, 5-9, 10.
• mwrqIreneo, mwrgAdversus haereses, I, 25.
• mwsaAgostino d'Ippona, mwsqDe haeresibus, 7.
• mwswIsidoro di Siviglia, mwtaEtymologiae, VIII, v, 7.
• A. Hilgenfeld, mwtgDie Ketzergeschichte des Urchristentums, Leipzig 1884, p.mwtw 397 e seguenti;
• H. Kraft, mwuqGab es einem Gnostiker Karpokrates?, in «Theologische Zeitschrift», VIII 1952, p.mwug 434 e seguenti;
• H. Liboron, mwvaDie karpokratianische Gnosis, Leipzig 1938;
• S. Pétrement, mwvgLe Dieu séparé. Les origines du gnosticisme, Paris 1984, p.mwvw 475 e seguenti;
• mwwqTesti gnostici in lingua greca e latina, a cura di Manlio Simonetti, Milano 1993, p.mwwg 181 e seguenti.
Voci correlate
• mwxgGnosticismo
• mwyaLibertinismo
• mwygEdonismo
• mwzaMalteismo
• mwzgScuola pitagorica
• mw0aVangelo segreto di Marco
Collegamenti esterni
• citerefcyclop-dia-of-biblical-theological-and-ecclesiastical-literature(EN) Carpocrate, in Cyclopædia of Biblical, Theological, and Ecclesiastical Literature, Harper.
• citerefgoodreads(EN) Carpocrate, su Goodreads.